QUATTRO PASSI SULLE MURA DI LUCCA PER AMMIRARE IL SUO DUOMO, I SUOI MUSEI, LA TORRE CON I LECCI E LA CASA NATALE DI GIACOMO PUCCINI
Minuta e fragile dentro, forte e fiera fuori. Quattro aggettivi per descrivere una città che si è conservata intatta nonostante il trascorrere dei secoli. Non è una rarità per la Toscana, una ragione prodiga in borghi e nuclei urbani che conservano inalterati il fascino del passato e la bellezza dei momenti. Eppure sono trascorsi tanti secoli, non si sà nemmeno esattamente quanti, da quando a Lucca venne fondata. Un fatto è certo: venne colonizzata dai romani nel 180 avanti Cristo e da allora vide diversi dominatori. Prima sede di un ducato longobardo, divenne poi, sotto i franchi, capitale della Tuscia; passò sotto diverse signorie, fu dilaniata da lotte intestine tra fazioni e divenne repubblica indipendente nel 1369. Nel 1799 lo Stato venne concesso alla sorella di Napoleone Elisa Baciocchi fino al trattato di Vienna, quando passò sotto Maria Luigia di Borbone Parma prima e il granducato di Toscana poi. Fin quì, in breve, la storia. Ora l'arte, che a Lucca si respira in ogni angolo.
A cominciare dalle mura, praticamente intatte, che ancora la cingono e fortificano e sono predilette dai salutisti per il jogging mattutino. Si perchè sono così larghe e ben tenute che su di esse si può passeggiare, sostare su panchine, guardare dall'alto i passanti: tutto questo grazie all'iniziativa di Maria Luigia di Borbone che nel secolo scorso ne fece un parco pubblico dotato di doppio viale alberato. Una cinta muraria poderosa e antica: vennero infatti iniziate nel 1504 e terminate il secolo successivo e da allora hanno sempre difeso la "virtù" di Lucca, limitando anche l'espansione urbana. Un capolavoro architettonico e militare notevole, che il tempo non ha intaccato: una veduta dall'alto della città odierna non differirebbe troppo dall'immagine a destra, che riproduce Lucca com'era in passato.
Un altro simbolo della città è San Martino, il bellissimo Duomo, eretto verso l'inizio del Duecento e caratterizzato da una facciata a tre ordini di loggiette scandite da colonne a incostrazioni policrome. Al suo interno è conservata la celebre tomba in marmo raffigurante Ilaria del Carretto, opera di Jacopo della Quercia. Esempio di architettura Pisano-Lucchese, San Michele in Foro, che tanto colpì la fantasia di John Ruskin. Un'altra chiesa di grande valore storico è San Frediano, la cui straordinaria facciata è decorata con mosaici del XIII secolo. Un autentico gioiello è la Torre dei Guinigi, medioevale, sulla cui sommità crescono dei lecci e che funge un pò da punto di riferimento della città.
Di grande suggestione la piazza del Mercato, nota anche come anfiteatro romano. Di questo non rimane assolutamente nulla, tranne il tracciato della piazza sulla quale "incombono" le case medievali, in origine costruite proprio a ridosso delle mura dell'anfiteatro che è poi stato smantellato nel corso dei secoli.
Lucca, però, non è famosa solo per i suoi monumenti e le sue mura, ma anche per i suoi musei, tanti e ricchi. Il Museo del Duomo, per esempio, che ha sede nell'ex palazzo arcivescovile e che espone il tesoro del Duomo: tra i pezzi di maggior pregio la Croce dei Pisani, un capolavoro d'arte orafa realizzato da Vincenzo di Michele nel 1411. Nel Museo Nazionale Guinigi, ospitato dalla villa rinascimentale costruita per Paolo Guinigi nel 1418, sono esposti bassorilievi, reperti archeologici, dipinti e arredi. Il Museo Nazionale di Palazzo Mansi, invece, notevole anche per la struttura architettonica, è riservato principalmente a dipinti e arredi del Seicento. Il percorso di visita parte dalla sala neoclassica degli specchi e prosegue nel salone della musica con affreschi di Giovan Gioseffo Del Sole. Da questo ambiente si accede alla Pinacoteca vera e propria, dove sono conservati gli ottantatre dipinti, realizzati in un periodo compreso tra gli inizi del Cinquecento e la prima metà del Settecento. Tra le opere più importanti figurano dipinti di Tintoretto, Veronese e Tiziano e, per il nucleo più sostanzioso, che è ovviamente quello dei maestri toscani, capi d'opera del Beccafumi, Bronzino, Potormo, Andrea del Sarto, Salimbeni, Ligozzi e Vignali. Non mancano esempi di cultura figurativa lucchese del XIX secolo, rappresentata da tale di Batoni, Nocchi, Tofanelli, Ridolfi, Norfini, Marcucci. In fondo alla lista, ma non per questo meno importante, il museo dedicato alla memoria di un grande lucchese, Giacomo Puccini. La sua casa natale, in via di poggio, è visitabile al suo interno si possono vedere gli oggetti che gli appartennero, tra cui il pianoforte della "Turandot", il suo cappotto, le medaglie e le lettere che ne raccontano la vita di un uomo e artista.